PROGETTO d'Iniziativa REGIONALE

Piano di indirizzo 1998-99

"L'EDUCAZIONE SCIENTIFICA nella SCUOLA di BASE"

 

 

Il Progetto si propone di sviluppare una migliore qualità dell'insegnamento scientifico nelle scuole toscane partendo dalla scuola di base (3 - 15 anni).

Fa riferimento per quanto riguarda i presupposti teorici e metodologici generali al contenuto degli "orientamenti della Scuola dell'Infanzia" (1994) e al documento "I contenuti essenziali per la formazione di base" (marzo 1998) elaborato su incarico del Ministro P.I. da Roberto Maragliano, Clotilde Pontecorvo, Giovanni Reale, Luisa Ribolzi, Silvano Tagliagambe, Mario Vegetti nella prospettiva dei dieci anni di obbligo scolastico.

 

 

PUNTI DI RIFERIMENTO DEL PROGETTO

 

Il Progetto intende inserirsi nel quadro di interventi che dall'anno accademico 1998-99 caratterizzeranno l'azione delle Università toscane in attuazione della Legge 341/90:

- avvio dei corsi di laurea per maestri;

- avvio delle scuole di specializzazione per insegnanti delle scuole secondarie.

Tali interventi realizzeranno una nuova formazione dei futuri insegnanti mettendo in atto risorse ed energie di ricerca/formazione/innovazione a livello universitario, anche nel campo dell'educazione scientifica. Si tratterà in particolare di un lavoro sui "fondamenti" delle diverse discipline scientifiche alla cui elaborazione contribuirà il nuovo impegno delle diverse sedi universitarie per la formazione degli insegnanti.

I corsi di laurea per maestri e le scuole di specializzazione saranno per ciascuna sede universitaria collegati con le scuole (unità amministrative autonome) mediante convenzioni, per l'impostazione e la realizzazione dei tirocini previsti nell'uno come nell'altro percorso formativo per gli insegnanti.

Insegnanti scelti ad hoc usufruiranno del semiesonero per sostenere i nuovi compiti delle Università.

Tali relazioni consentiranno la messa a punto di esperienze, di "modelli", di materiali formativi ai diversi livelli di età nel campo dell'educazione scientifica.

 

I CENTRI TERRITORIALI di SERVIZI per la scuola di Comuni e Province

 

L'azione delle Università e' rivolta ai futuri insegnanti.

Il Progetto si pone il problema di come migliorare la qualità dell'insegnamento scientifico nelle scuole della Toscana in riferimento agli insegnanti già in servizio.

Le Università toscane, già impegnate nell'applicazione della legge 341/90, non disporranno di ulteriori risorse da destinare ad un'opera organica e diffusa di formazione in servizio degli insegnanti.

Si tratta dunque di individuare il modo in cui le risorse formative e di ricerca attivate a livello universitario per i futuri insegnanti possano essere ottimizzate per la formazione di quelli in servizio.

Il Progetto individua nei Centri territoriali di servizio dei Comuni e delle Province della Toscana le strutture che, in diretto collegamento con i Dipartimenti scientifici delle Università corrispondenti ai loro territori e in rapporto con le scuole delle diverse zone di appartenenza (partendo da quelle con cui le Università si convenzioneranno), siano in grado di operare come "agenti moltiplicatori" delle

risorse di ricerca/formazione/innovazione didattica messe in campo dall'applicazione della 341/90.

Il PROGETTO

La "filosofia" dell'intervento consiste nell'impostare e realizzare un'azione di "scambio"/comunicazione dei materiali che il lavoro di formazione condotto dalle Università (nel nostro caso dai diversi dipartimenti scientifici) con gli insegnanti in formazione e con le scuole produrrà, mettendolo a disposizione, con iniziative programmate, mirate ed organiche, degli insegnanti già in servizio nelle scuole dei territori corrispondenti ai diversi Centri.

Tale opera di documentazione, diffusione, comunicazione sarà realizzata anche attraverso le attrezzature multimediali di cui i Centri già dispongono (e di altre che si renderanno necessarie), produrrà essa stessa materiali da mettere in circolazione tramite i diversi Centri, che li "agiranno" nel rapporto diretto con le scuole e gli insegnanti dei propri territori.

 

I Fase

Nella I fase del lavoro si prevede, in attesa dell'avvio ufficiale delle scuole di specializzazione, dei corsi di laurea per maestri e della produzione dei materiali in sede universitaria di organizzare presso i Centri che saranno interessati e disponibili una raccolta sistematica di materiali delle esperienze di

ricerca/innovazione/formazione già condotte in Toscana nel campo dell'educazione scientifica utilizzando gli eventuali materiali prodotti dai diversi Dipartimenti Scientifici delle Università della Toscana, quelli più significativi prodotti dall'attività dei Centri stessi o dell'I.R.R.S.A.E., o delle scuole, ivi compresi gli Istituti di Scuola Media Superiore (dotati fra l'altro di notevoli attrezzature tecnico-scientifiche).

Saranno formalizzati i rapporti fra i Centri, i Dipartimenti Scientifici e le Facoltà di Scienze della Formazione (là dove esistenti) delle Università, dando vita ai Comitati Tecnico Scientifici del Progetto secondo le corrispondenze territoriali dell'ipotesi di schema di seguito indicato:

 

 

Università di Firenze: Centro di Documentazione di Scandicci (capofila)

(vari dipartimenti Centro di Documentazione della Provincia di Firenze

scientifici) " " del Comune di Firenze

" " del Quartiere 4 di Firenze

" " di Bagno a Ripoli

" " di Pontassieve

" " di Empoli

" " di Vaiano

" " di Certaldo

 

Università di Pisa: Centro di Documentazione di Pisa (capofila)

(vari dipartimenti " " di Livorno

scientifici) " " di Pistoia

 

 

Università di Siena: Centro di Documentazione dell'Amiata (capofila)

(vari dipartimenti " " di Poppi

scientifici) " " di S.Giovanni Valdarno

II Fase

I Centri predisporranno con i dipartimenti scientifici delle diverse Università, con le "reti" di scuole che si potranno costituire (anche attraverso l'attivazione delle associazioni di insegnanti, ove esistenti e disponibili) e con l'I.R.R.S.A.E. progetti e programmi di comunicazione organizzati per gli insegnanti in servizio, sulle esperienze e i materiali raccolti, validati dai diversi comitati scientifici costituiti territorialmente (come più oltre indicato)

 

STRUTTURE OPERATIVE:

a livello regionale:

Si costituisce a Scandicci c/o il Centro di Documentazione Le Corbinaie la Conferenza Regionale per l'Educazione Scientifica cosi' composta:

1) Assessore regionale (o funzionario regionale delegato);

2) Prof. Giunio Luzzato, responsabile nazionale C.I.R.D.

3) Prof. Carlo Bernardini, Università La Sapienza di Roma,

4) N. 3 Docenti nominati dalle Università Toscane (Firenze - Pisa - Siena);

5) Presidente IRRSAE;

6) N. 3 Responsabili Centri di Documentazione capofila (Scandicci-Pisa-Amiata).

 

La conferenza si riunisce due/tre volte l'anno, approva e verifica il programma di lavoro effettuato dai diversi Centri in collaborazione con i Dipartimenti delle Università e l'IRRSAE rispetto agli obiettivi del progetto che sono: la documentazione/valorizzazione delle esperienze di educazione scientifica 3-15 anni in atto nella Regione; lo scambio/comunicazione/diffusione dei materiali raccolti e validati dai diversi comitati scientifici costituiti presso i tre Centri capofila.

Il Centro del Comune di Scandicci svolge funzioni di segreteria.

 

a livello locale:

Presso ciascun Centro capofila (Scandicci-Pisa-Amiata) si costituiscono tre Comitati Tecnico/Scientifici per la "validazione" ed elaborazione dei materiali raccolti, per le iniziative di "disseminazione" cosi' composti:

- Responsabile del Centro capofila (coordinatore);

- 1 Responsabile per ciascuno dei Centri che afferiscono alle tre zone di attuazione

del Progetto (il numero sarà: 8 per Scandicci; 2 per Pisa; 2 per Amiata)

- Docenti universitari nominati dai Dipartimenti scientifici e dalle Facoltà di Scienze

della Formazione (n. 3);

- 1 rappresentante Associazioni Insegnanti (qualora attive nella zona) (n. 1);

- 1 rappresentante IRRSAE

I Comitati Tecnico/Scientifici si riuniscono 10 volte in un anno.

 

Presso il Centro di Scandicci opererà per tutta la durata del Progetto un operatore tecnico-culturale che terrà i contatti permanenti con le corrispondenti figure operanti presso il Centro di Pisa e dell'Amiata (considerate con impegno a metà tempo rispetto a quella di Scandicci).

Gli operatori tecnico-culturali integreranno le attività dei Centri territoriali ai fini della attuazione del Progetto regionale per l'educazione scientifica.

I loro compiti, coordinati da ciascun Centro, consisteranno essenzialmente:

- tenere i rapporti con tutte le scuole e gli insegnanti delle tre zone per il reperimento

delle esperienze e dei materiali;

- offrire il supporto necessario alla documentazione/raccolta delle esperienze e dei materiali che verranno validati dai rispettivi comitati tecnico-scientifici costituiti in ognuna delle tre zone presso i 3 Centri capofila;

 

Dal 2 anno e' previsto un 2 operatore nel Centro di Scandicci per curare gli aspetti tecnici di collegamento fra il Progetto di Educazione Scientifica, il sistema informativo dei e fra i Centri e le possibilità offerte dalla rete telematica regionale (Sistema di Teleformazione Regionale).